mercoledì 4 gennaio 2012

Purim di Siracusa



Il Purim di Saragusa, ovvero di Siracusa, fa parte dei Purim cosidetti minori: i Purim qetanim. Generalmente questi fanno riferimento ad eventi miracolosi che meritano di essere tramandati nella memoria collettiva e che appartengono ad una comunità o ad una regione ebraica circoscritta. Testimoniano ai posteri la riconoscenza per l'opera miracolosa della provvidenza divina. La festa che celebra questa ricorrenza prevede solitamente la lettura di una meghillà, un rotolo che contiene la narrazione dell'evento che viene ricordato, sul modello della meghillat Ester del Purim principale. Nel caso del Purim di Siracusa si narra dell'intervento del profeta Elia che apparì in sogno ad alcuni Ebrei della città per evitare che la presentazione dei sifre Torah, omaggio dovuto al Re Saragonasos, si trasformasse in un eccidio. Come nella narrazione di Ester anche nel nostro caso il confine fra la malvagità e la giustizia è ben definito. Il perfido Marcos, il traditore, verrà punito per la sua stessa colpa. Le vicissitudini di questa festa sono note: dopo l'editto di espulsione del 1492 molti Ebrei da Siracusa fuggirono verso oriente, in particolare a Salonicco e Giànnina dove, nel corso dei secoli, il Purim di Siracusa perse la sua reale radice storica confondendosi, generazione dopo generazione, con un presunto Purim di Saragozza, equivoco dovuto all'assonanza del toponimo e alla lingua adottata dagli Ebrei siciliani in quei nuovi luoghi, che era il ladino ovvero il Giudeo-Spagnolo. Dobbiamo al Prof. David Simonsen e successivamente al Dott. Dario Burgaretta la restituzione di questa importante pagina ebraica alla città di origine Siracusa.




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