martedì 3 settembre 2013

SHABBATH TESHUVAH 3 TISHRI 5773 / 6-7 SETTEMBRE 2013

 
ORARI DI SIRACUSA
Accensione  ore  19.01
Havdalah           19.58
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PARASHAH HAAZINU: Devarim 32 
HAFTARAH: Hosheaʽ 14,2-10; 7,18-20

Quest’anno la Parashah di Haazinu coincide con lo Shabbath Teshuvà, il primo Sabato dell’anno nel quale veniamo chiamati al completo ritorno alla legge divina.

Moshè riassume in questa cantica i concetti fondamentali da lui espressi in Devarim. Si esprime dunque in poesia metrica, il mashàl, termine esteso a tutta la poesia ebraica ma che originariamente è caratterizzato da due fattori: il parallelismo e brevi incisi. Scriveva Luzzatto che il parallelismo aveva una radice negli adagi, nelle sentenze, nelle similitudini.

La cantica si apre con un'invocazione al cielo e alla terra che si caratterizzerà nel genere profetico, ad esempio in Isaia e Mikhah. Lattes fa notare come un'invocazione simile si ritrova anche in Virgilio nell'Eneide.
Moshè paragona questa cantica alla pioggia e alla rugiada. Ritorna ancora l'acqua come elemento lustrale che conduce ad uno stato nuovo, di purificazione, di rinascita  spirituale, simbolicamente resa come rigoglio e freschezza delle piante. Si augura che le sue parole agiscano sulle anime degli Ebrei, sui loro cuori, come l'acqua nell'arsura dei campi.
Un elemento essenziale che ritorna in questa parashah è quello della memoria condivisa come coesione di un popolo, come patrimonio collettivo identitario su cui costruire il futuro delle generazioni. Conoscere e trasmettere la storia pregressa, per quanto antica è un importante mitzvah che rende cosciente la continuità e la iterazione di atti e riti, che altrimenti potrebbero sembrare distanti dalla sensibilità contemporanea. Sentirsi attanti di una forma identitaria ci dà la coscienza di partecipare alla storia ma soprattutto di partecipare al progetto di D-o.
Molti, ad esempio, oggi chiedono agli Ebrei di scrollarsi di dosso il terribile retaggio delle persecuzioni di ogni tempo. Ma la memoria antica ritorna in noi con l'ammonimento Ricorda cosa ti ha fatto ʽAmalek.
Per questo ognuno di noi deve essere depositario di una coscienza collettiva e contemporaneamente unione con le generazioni future. Tutti gli altri popoli della storia si sono perduti o hanno dimenticato la propria identità, gli Ebrei no, grazie a questa volontà di condividere la memoria della nostra storia; quella di un popolo prescelto da D-o come proprio retaggio.
Vi invito anche a leggere una bella derashah sulla Parashat Haazinu, di Jonathan Pacifici, che trovate nel sito Torah.it.
Shabbath shalom

Israel Eliahu


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